Fabio Alessandro Fusco
© COME SI AGISCE ...


Agire dialetticamente
tra le pieghe del palinsesto
in dialogo serrato con i lacerti
del territorio postmoderno

i frammenti del tutto …

disegnare nuove stratificazioni,
immateriali geografie relazionali,
aperte, incompiute, in divenire

immettere logiche alternative
innestare attriti, conflitti
opposizioni dialettiche

agire attraverso azioni primarie
risignificare, riconcettualizzare
restituire nuovi significati
formali e sociali

slittamenti di senso …

Operare per sconfinamento di scala
tra specifico e generale
tra locale e globale

circolarità interscalare …

Ricercare il potenziale
nelle zone critiche
dei lacerti e delle polveri
della città contemporanea

operare tra gli spazi aperti negativi,
tra i residui, gli scarti, gli interstizi,
nelle aree dismesse periferiche marginali,
o tra le densità centrali svuotate di senso

[mai più …
gesti di fondazione
razionalità forti
tabule rase
funzionalismi esasperati
ideologie impositive
mai più …]

Lavorare per paradosso o estraniamento
assumere i vincoli del luogo
adattarsi alle circostanze

tra coercizione e liberazione
tra vincoli pregressi e nuovi gradi di libertà

Individuare una idea primaria
un ideogramma scarnificato, essenziale,
codice genetico primigenio del progetto

far coabitare nel disegno
elementi eterogenei, dissonanti

produrre lievi alterazioni del linguaggio
effetti di spiazzamento a reazione poetica

ambiguità critica …

associare materiali di differente natura
assumere inedite combinazioni
raccontare il quotidiano, il banale,
a volte l’effimero, il debole

produrre dislessie …

dialogare senza arroganza
con gli objets trouvés del luogo
tra contingenza e radicamento
tra permanenza e variabilità,

lacerare la camicia di forza
dello strutturalismo …

scavare tra gli strati
senza soggezione, senza l’urgenza
di rimanere troppo conformi

radicalismo critico …

deformare tipi
generare alterazioni formali
combinare situazioni dissonanti
produrre spazialità per scarto e differenza

[abbandonare le grandi narrazioni
i miti risolutivi
i monumentalismi ideologizzati
le icone prevaricanti
le false speranze di un mondo nuovo]

riformismo o rivoluzione?

ricucire i disegni
interrotti, intrecciati, interferenti

contaminare spartiti spaziali
definitivamente deflagrati
in un indistinto brusio

e nel rumore diffuso
cogliere dettagli minimali in primo piano

[A tratti percepisco tra indistinto brusio
Particolari in chiaro,
Di chiara luce splendidi,
Dettagli minimali in primo piano,
Più forti del dovuto e adesso so
Come fare non fare, quando dove perché
E ricordando che tutto va come va [...]
Ma non va, non va, non va, non va...
Giovanni Lindo Ferretti, A tratti, 1994]

tra ancestrali anomie
e dodecacofoniche aritmie territoriali

abbassare la soglia d’intensità del racconto
permutando l’arrogante urlo protagonista del segno iconico
nel silenzio delle relazioni innocenti …

specie di spazi …

giocare con le opposizioni dialettiche
tra accordi e disaccordi
tra regole ed effrazioni

veloce, lento
leggero, pesante
ruvido, liscio
precario, radicato,
stagionale, ciclico
temporaneo, stanziale

equilibrato contrasto
tra coercizione e libertà
tra unità e frammento

situazionismi materici …

‘Giocare’ con la relatività del linguaggio
la molteplicità della percezione
la multidimensionalità del luogo

Tra Realtà materiale e sua Rappresentazione
in un perenne gioco dialettico
tra impermanenza e fissità

neo-neorealismo?
[pragmatismo dell’utopia]

e nella relatività dello sguardo

parcellizzare il luogo
in fotogrammi dissonanti
in inquadrature parziali
in un montaggio conflittuale
di frammenti percettivi

produrre spazio per scarto e differenza

nessuna lettura unitaria
nessun dogma
nessun assolutismo
nessun pregiudizio

La verità del luogo
affiora come somma di indizi parziali
coacervo di sequenze percettive
tra stratificazioni temporali
e spazialità differenziali

allora ...

lo spazio si genera
come successione di stanze discontinue,
accumulo di spazi confliggenti,
disomogenei, diacronici

nessuna immagine unitaria
nessuna visione prospettica, zenitale

un cortocircuito spazio-temporale
tra durata-movimento-alterità

nella laconica consapevolezza
che il progetto di un luogo
non è mai la risposta esatta a quel luogo
ma solo verità relativa.


© FAF, 2013
[testo tratto dal MANIFESTO DELLA CITTA' RELAZIONALE]