© Fabio Alessandro Fusco
LA CITTA' SENZA NOME
[una bellezza sporca]


Alessandra vive
in un edificio sbrecciato
di un quartiere ordinato
in un luogo qualunque

... in una città senza nome.

Alessandra fotografa dettagli del suo corpo,
o frammenti di vita ordinari
di giornate sempre uguali.

Mette in mostra
la sua bellezza sporca
imperfetta ma aurorale

elogio della imperfezione
elogio dell'ordinario
elogio della vita

Tutto qui,
nella città senza nome
senza connotazioni
senza reali esibizioni

tutto accade senza particolare ragione.

Isolati che si ripetono sempre uguali
misure e geometrie ossessivamente ripetitive
facciate in posa senza scarti

le finestre allineate senza disassamenti
sulla linea orizzonatale e su quella verticale

differenze essenziali tra ciò che è pubblico e ciò che è privato
tra ciò che è bello e ciò che è oscuro

Come in molte altre città
la vita scorre frenetica sui marciapiedi illuminati dalle vetrine
mentre nei cortili interni, spesso stretti e ansiogeni
si spendono lacerti di vite anonime
a volte difficili.

Nella città senza nome
Alessandra è bellissima
labbra carnose
tatuaggi dispersi sul corpo
effigi di una postmodernità decadente
a tratti eretica
o intimamente erotica

Come Alessandra
la città senza nome
è l'elogio della imperfezione

un corpo anonimo
bellissimo
silenzioso
attraente

ma sempre lontano
quasi inavvicinabile

la città senza nome è generica
omogenea, continua
una griglia jeffersoniana
scomposta in innumerevoli
rettangoli minori

lacerto geometrico, parcellizzato, frattale

una crosta impermeabile che lascia poco spazio
alle voluttà della terra
alla ideologia del paesaggio

Alessandra è sempre lì
alla finestra
guarda lo scorrere della vita
nella città anonima

continua a fotografare
frammenti di vita
dispersi nell'aria

nulla e nessuno potrà fermarla
mentre la sua bellezza imperfetta
si dissolverà nella città senza nome


Written by Fabio Alessandro Fusco, february 2013